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24 settembre 2004

Tra poche ore, Yom Kippur.

 

Oggi, al tramonto, inizia Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione nel quale la vita quotidiana è completamente sospesa. Dopo i dieci giorni di pentimento, in lingua ebraica Teshuvàh, seguiti a Rosh-ha-Shanà, Yom Kippur  è il momento più elevato delle solennità del mese di Tishrì.

E’ un giorno di 25 ore di penitenza durante il quale gli ebrei non mangiano, non bevono, non hanno rapporti sessuali e trascorrono il tempo recitando preghiere nella Sinagoga. Sono preghiere penitenziali e di supplica tra cui spicca per la sua elevatezza Kol Nidré, “tutti i voti”, con la quale si chiede al Signore di sciogliere ogni orante dai voti che non sono stati portati a compimento durante l’anno appena trascorso.

Questa preghiera ha sempre rinfocolato i pregiudizi nei confronti della religione ebraica che, secondo i suoi accusatori, perdonerebbe i propri figli anche se non mantengono fede alle promesse. In verità, secondo il Talmud, studio e insegnamento, che è la principale opera ebraica di riflessione sulla Torah o Bibbia, l’ebreo, che compie consapevolmente un peccato, dicendo a se stesso che se ne pentirà a Yom Kippur, non sarà assolto.

 

La solennità di Yom Kippur è ordinata dal Signore a Mosè e nel Levitico 23, 26 /33 è scritto:

                       

            Il Signore disse ancora a Mosè: “ Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’afflizione; terrete una santa convocazione, vi mortificherete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. In quel giorno non farete alcun lavoro; poiché è il giorno dell’espiazione, per espiare per voi davanti al Signore, vostro Dio. Ogni persona che non si mortificherà in quel giorno, sarà eliminata dal suo popolo. Ogni persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro, io la eliminerò dal suo popolo. Non farete alcun lavoro. E’ una legge perenne di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Sarà per voi un Sabato di assoluto riposo e dovrete mortificarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera dopo, celebrerete il vostro Sabato”

 

Il riferimento al Sabato, Shabbat, è fondamentale e per questo Yom Kippur è detto anche il Sabato dei Sabato. E’ l’unico digiuno che viene fermamente rispettato anche se cade di Sabato che è il giorno sacro della settimana ebraica.

 Si conclude solennemente con il suono dello Shofàr.




permalink | inviato da il 24/9/2004 alle 14:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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