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18 novembre 2004

Rousseau, Pennac, Molnàr, la lettura e i miei 24 ragazzini.

                                                         

Nel saggio Come un romanzo, Daniel Pennac detta quelli che a suo dire sono i Diritti Imprescrittibili del Lettore. In tutto dieci tra cui il diritto di non leggere.

“ La lettura è un atto di libertà che non può essere obbligatorio” così ripete Daniel Pennac, in un intervista rilasciata a Repubblica.

Anche J.J Rousseau nell’Emilio aveva detto:” La lettura è il flagello dell’infanzia…..Un fanciullo non è gran che desideroso di perfezionare lo strumento col quale lo si tormenta; ma fate che questo strumento serva ai suoi piaceri e ben presto egli vi si applicherà vostro malgrado.”

E’ vero, non si può costringere a leggere chi non vuole, così come non si può costringerlo ad andare al cinema o a mangiare caviale.

“ Per la lettura non ha senso parlare di dovere…….Il che non significa che dobbiamo rinunciare a sperare che la lettura diventi una necessità per ogni persona.” continua Pennac.

Anche su questa affermazione sono completamente d’accordo.

Chi è un appassionato lettore sa quale tesoro si nasconda dietro la pagina scritta, quale ricchezza di mondi si apra a chi ama immergersi tra le parole.

 Ma che fare per indurre alla lettura i più svogliati?

“La scuola risponde l’Autore - dovrebbe trasmettere questa necessità, innanzitutto mostrando che la lettura è un piacere……..”

Ecco, è proprio questo il punto! Come posso stimolare il piacere della lettura?

Vorrei che Daniel Pennac mi suggerisse qualcosa, ma penso che, come sempre, dovrò arrangiarmi da sola con i miei 24 ragazzini.

Pochi di loro amano leggere,  i più non hanno dimestichezza  con la pagina scritta e i soli libri che in tutti questi anni hanno avuto e hanno tra le mani sono proprio quelli scolastici . Alcuni faticano ad avanzare tra la giungla delle parole e anche quelle più semplici o, almeno, quelle che sembrano più semplici, sono a loro sconosciute. Inciampano negli scogli della tecnica della lettura che in cinque anni di scuola elementare non hanno acquisito - la correttezza, la fluidità, l’anticipazione, il rispetto della punteggiatura, l’intonazione - e si trovano impantanati nella struttura labirintica del periodo.

In queste condizioni, la lettura non può essere percepita come un piacere, ma ripenso a Rousseau e al desiderio di apprendere” Date al bambino questo desiderio poi lasciate da parte le tavole…., ogni metodo sarà buono per lui. L’interesse presente, ecco il gran movente, il solo che conduca sicuramente e lontano. (…) Aggiungerò solo questo, ch’è una massima importante. Di solito si ottiene con tutta sicurezza e assai presto ciò che non si ha fretta di ottenere.”

Parole che colgono nel segno: i tempi di apprendimento sono diversi per ognuno di noi e anche la lettura, l’amore per la lettura, s’apprende secondo stili personali.

Ma va comunque stimolata e, nel mio caso, gli stimoli vanno moltiplicati per 24 ragazzini!

P.S. Mi sto dando da fare, non getto la spugna e un valido aiuto mi viene dal vecchio Ferenc Molnar con il suo intramontabile I ragazzi della Via Pal.




permalink | inviato da il 18/11/2004 alle 21:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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