.
Annunci online

 
nuvolediparole 
incontri in libertà
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Giulia
squilibri
nuvolebarocche
Milano Valencia. Andata e Ritorno.
fulmini e saette
malainformazione
apocal
Luca Martini
van
watergate
clelia
stefania
esperimento
liberaliperIsraele
barbara
ilsignoredeglianelli
harry
fort
herakleitos
brucaliffo
carlomenegante
panther
stilgar
fuoridalghetto
a.
*VicL*
ilmestierediscrivere
travel
currenti calamo
matilde
...mangino brioches...

Daniele
luxuslinguae
Incipit di Giorgio Levi
ex 2twins
iranian
sharon
Camillo
italianblogsforfreedom
blog sull'ebraismo
insegnareascrivere
arsenicosplinder
nonsoloproust
Israele
trentanni
Informazione corretta
Egypt
lager
Carlo Panella
oz oz
fuoridalghetto
Tblog
debka file
The New York Times
tonibaruch
jericho
L'albero di Anna Frank
emiliaparanoica
deborahfait
diogene
sbloggata
ecarta
Bacco
ombralunare
ape
cambiareasinistra
devor
  cerca

Starbooks





Sto leggendo:
   
" Doppio nodo "

di J. C. Oates
    

 



 

 

 

 

















 

 
   
DIZIONARIO di ITALIANO
cerca:  
   


 

Diario | Libri | Citazioni | Cinema | Appunti | Freudiana | Percorsi di pensiero | Judaica | Racconti. |
 
Diario
1visite.

29 marzo 2005

Treni a vapore.

                       

Alla ricerca di immagini, mi sono imbattuta in questa bellissima foto in bianco e nero. Un treno a vapore che corre verso una piccola stazione. Mi ha incantato, riportandomi alla mia prima infanzia, quando ancora, al mattino verso le nove, la corsa da Lucca ad Aulla era effettuata da un treno a vapore.
La locomotiva splendidamente nera si annunciava in fondo alla curva, all’altezza di Via delle File, con il suo pennacchio bianco di fumo e procedeva maestosa tra sbuffi e squilli e, infine, stridori di freni. Il capotreno saltava giù dalla prima delle due carrozze, attendeva che i passeggeri fossero saliti e scesi e scambiava un segno di assenso con il capostazione già pronto con la paletta verde.

I sedili erano di legno chiaro, duri e scomodi, e nell’aria aleggiava l’odore di carbone che stuzzicava le narici. Racchiudeva un mondo che già allora non esisteva più, se non ai margini della provincia, e che da lì a poco sarebbe del tutto scomparso. Alla sua guida, il conducente con il berretto a visiera e, alla caldaia, due uomini sudati e sporchi di fuliggine, che il futuro avrebbe presto spazzato via come inutili e avrebbe senza rimorso dimenticati.

Quel treno a vapore era il senso delle cose passate, lento, ma affidabile; non ti portava in terre straniere, ma solo al confine della Garfagnana, conosciuta da generazioni, su lungo il corso del fiume Serchio, attraversando paesi dai nomi familiari come Gallicano, Fosciandora, Castelnuovo, Ponte Cosi, Gramolazzo sulle sponde del lago a ridosso delle Alpi Apuane.

Il ricordo è lontano negli anni di bambina, ma ugualmente forte nella memoria.

Il tempo che corre implacabile molto fa dimenticare, ma non può nulla contro la persistenza di quella traccia di fanciullo che è in noi.




permalink | inviato da il 29/3/2005 alle 15:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
sfoglia
febbraio        aprile