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23 ottobre 2005

Niente da nascondere di Michael Haneke.

                                  

     

                                    








    

La tranquillità e la sicurezza di sé di Georges e Anne vanno in frantumi quando scoprono di essere spiati.
Qualcuno, nascosto chissà dove, dietro quale angolo di strada, finestra o portone, li osserva.
Quando Anne trova la prima videocassetta davanti alla porta di casa, Georges pensa a uno stupido scherzo di qualche amico di Pierrot, il figlio dodicenne.
Ma, dopo pochi giorni, la seconda videocassetta è accompagnata dal disegno di un volto macchiato di sangue e da alcune telefonate anonime.

Georges, giornalista letterario alla televisione, e Anne, editor in una casa editrice, cercano di non cedere all’angoscia, ma, alla sera, quando rientrano a casa, si ritrovano immancabilmente davanti a quelle immagini rubate senza capirne il perché.


Non hanno niente da nascondere e brancolano nel buio.


La verità sembra affacciarsi improvvisamente nella mente di Georges, quando la terza videocassetta presenta le immagini della casa di campagna in cui ha vissuto la sua infanzia.
Il ricordo di un fatto lontano, dimenticato, torna con violenza e Georges non ha più dubbi su chi sia il suo persecutore. Con un senso di inquietudine e di smarrimento crede di aver in mano la spiegazione.
Ma la realtà non è mai così semplice e il passato con i suoi fantasmi intorbida la percezione del presente.
Geoges deve fare i conti con i morsi della sua coscienza, deve tornare indietro nel tempo, quando era ancora un bambino. Non è facile ricomporre senza rimanerne schiacciato quei giorni, non è facile ripensare a quello che è stato.
Allora, la via è quella della fuga in avanti: oggi è lui la vittima e si difende accusando con rabbia chi tanti anni prima ha sofferto a causa sua.


Il tema profondo di Niente da nascondere di Michael Haneke è quello della rappresentazione e dell' interpretazione della realtà, ma, se si esce dalla proiezione con un forte senso di disagio e di turbamento, è perché il film è spietato nella descrizione di una società colta e progressista, come quella di Georges e Anne, che non arretra di fronte all’affermazione di sé e non esita a calpestare il più debole.
Sullo sfondo, la Francia contemporanea, incapace di dare una risposta ai contrasti sociali, incerta tra la scelta dell’accettazione della diversità e il suo rifiuto, che guarda sempre con diffidenza lo straniero
La scena finale del film – gli studenti che al termine delle lezioni escono dalla scuola frequentata da Pierrot - è sconvolgente.
Incomprensibile nei primi fotogrammi, si rivela nella sua drammaticità quando ci si avvede che tutti quei giovani sono figli e figlie della buona borghesia francese, quella a cui appartengono Georges e Anne, incontaminati nella loro separazione.

                   




permalink | inviato da il 23/10/2005 alle 12:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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