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9 gennaio 2006

Ancora Joe Lansdale.


Ci sono Autori che ti prendono e non sai spiegare bene il perché.
Joe Lansdale è così. Scrive storie estreme, ambientate in luoghi lontani che assumono i contorni della leggenda. Il Texas orientale viene fuori dalla sua penna con tutto il groviglio di passioni devastanti che ne bruciano l'anima.
In questi ultimi due mesi ho letto tre dei suoi libri e so che continuerò a farlo sebbene alcune sue pagine siano veramente così poco gradevoli che di tanto in tanto devo appoggiare il libro e prendere una boccata d'aria.
Senz'altro il più atroce è stato Il lato oscuro dell'anima, il più intenso In fondo alla palude. Il mambo degli orsi, terzo in ordine di lettura, affronta nuovamente il tema della violenza a sfondo razzista che ancora oggi, dopo anni dall'abolizione del segregazionismo, attecchisce nelle regioni del Sud tra i bianchi incapaci di vedere al di là del colore della pelle.
Il negro è odiato, umiliato, offeso. Vive, deve vivere, ai margini fatiscenti di Grovetown, la cittadina sul limitare del Big Thicket, una delle più grosse foreste degli Stati Uniti, tutto l'opposto di quanto lo spettatore dei film televisivi pensa che sia il Texas.
Non si fa mai vedere se non al sabato per le commissioni indispensabili della settimana e, fino a quando si fa gli affari suoi, è sopportato.
Se un negro uccide un altro negro, nessuno dice niente, e la polizia non interviene, ma se quello stesso negro uccide un bianco – anche uno stupido yankie che la rogna se l'era andata a cercare – allora le cose cambiano.
Quando Florida, una giovane e bellissima donna nera di Laborde decide d'indagare sulla morte in carcere di Bobby Joe, l'assassino, l'equilibrio difficile tra le due comunità si rompe. Ben presto, Florida scompare e Leonard Pine, il nero Più furbo del Mondo, e Hap Collins, l'amico dei negri, raggiungono Grovetown sulle sue tracce.
La storia si dipana forte, intensa, sempre più forte e intensa di capitolo in capitolo. I personaggi che si dividono in buoni e cattivi, a volte in modo ingannevole, permettono di conoscere la realtà di quella terra dilaniata dall'odio, di penetrarla come carne viva.




permalink | inviato da il 9/1/2006 alle 17:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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