.
Annunci online

 
nuvolediparole 
incontri in libertà
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Giulia
squilibri
nuvolebarocche
Milano Valencia. Andata e Ritorno.
fulmini e saette
malainformazione
apocal
Luca Martini
van
watergate
clelia
stefania
esperimento
liberaliperIsraele
barbara
ilsignoredeglianelli
harry
fort
herakleitos
brucaliffo
carlomenegante
panther
stilgar
fuoridalghetto
a.
*VicL*
ilmestierediscrivere
travel
currenti calamo
matilde
...mangino brioches...

Daniele
luxuslinguae
Incipit di Giorgio Levi
ex 2twins
iranian
sharon
Camillo
italianblogsforfreedom
blog sull'ebraismo
insegnareascrivere
arsenicosplinder
nonsoloproust
Israele
trentanni
Informazione corretta
Egypt
lager
Carlo Panella
oz oz
fuoridalghetto
Tblog
debka file
The New York Times
tonibaruch
jericho
L'albero di Anna Frank
emiliaparanoica
deborahfait
diogene
sbloggata
ecarta
Bacco
ombralunare
ape
cambiareasinistra
devor
  cerca

Starbooks





Sto leggendo:
   
" Doppio nodo "

di J. C. Oates
    

 



 

 

 

 

















 

 
   
DIZIONARIO di ITALIANO
cerca:  
   


 

Diario | Libri | Citazioni | Cinema | Appunti | Freudiana | Percorsi di pensiero | Judaica | Racconti. |
 
Appunti
1visite.

25 aprile 2005

Giovanni Boldini: il genio, Parigi, le donne.



Le donne di Giovanni Boldini sono straordinariamente raffinate nella loro bellezza. Le ho ammirate ieri visitando la mostra Boldini: il genio, Parigi, le donne a Padova, Palazzo Zabarella.

Mi sono piaciute tutte, veramente, e mi è difficile sceglierne una fra tante.

Allora mi lascio guidare dalle parole di Colette e mi soffermo sui ritratti di Emiliana Concha de ossa del 1888 e di una signora in bianco dell’anno successivo. Sono due pastelli di grandi dimensioni dove l’immagine si realizza attraverso un colore chiaro accentuato, per contrasto, dalla presenza di qualche tocco di nero.

A proposito di questi dipinti che Boldini ebbe l’onore di presentare all’Esposizione Universale di Parigi del 1889, la scrittrice francese scrisse:” bianchi di crema, di neve, di carta lucida, di metallo nuovo, i bianchi degli abissi e dei confetti, i bianchi esasperati.”

Effettivamente, lo sguardo quasi si smarrisce nel bianco degli abiti, della pelle candida delle due donne, dello sfondo indistinto che le accompagna.

Accanto ai due quadri, va assolutamente accostato il ritratto Donna in nero che guarda il pastello bianco, 1889, in quanto è la testimonianza che Boldini aveva compreso l’importanza del ritratto a Emiliana Concha de ossa come chiave di volta del suo stile pittorico.

Concludo queste brevi note, accennando al ritratto “ Fanciulla con gatto nero “ che Boldini dipinse alcuni anni prima intorno al 1883. E’ semplicemente delizioso per me che adoro i gatti. Come non innamorarsi di questo paffuto gatto dal lucido pelo nero che sgrana gli occhi e quasi si mette in posa stretto tra le braccia della sua giovanissima padrona? Il contrasto tra i colori, il nero e il rosso dello sfondo, colma gli occhi e regala un’immagine di tranquilla felicità.

 

 




permalink | inviato da il 25/4/2005 alle 18:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

1 aprile 2005

Ch'ol.

  La mitologia ch’ol, come le altre immagino, tutte figlie della cultura Maya, non possiede dèi voluttuosi, come i nostri predecessori greci o romani. Allora si può ben capire come mai la sofferenza abbia avuto da sempre un ruolo centrale. E come si fa a spezzarlo se nell’immaginario collettivo non esiste un Apollo o un’Afrodite che preparino la strada, legittimando l’idea del piacere?

da Quel che c’è nel mio cuore di Marcela Serrano.


Con queste parole, Camila racconta la condizione di vita del popolo ch’ol, ma soprattutto della donna.

La vita è sopravvivenza, scandita dai ritmi della natura, dal passaggio delle stagioni, dalla caduta delle piogge e dal sorgere del sole, dalla crescita del mais.

La vita è sofferenza, non esiste il piacere per il piacere e la donna in particolare si fa carico di questa esistenza senza speranza.

Quando la donna ch’ol  si sposa, sempre giovanissima, va a finire sotto la mano dell’uomo, sottolinea Luciano.

La donna ch’ol non ha diritto alla terra, se rimane vedova o non si sposa, non mangia.

Solo un figlio maschio può rappresentare la salvezza della madre.




permalink | inviato da il 1/4/2005 alle 17:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
sfoglia
marzo        luglio