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1 ottobre 2010

Interno argentino

 

A volte, nella vita accadono cose che ne cambiano repentinamente il corso, ma, noi, chiusi nel nostro presente, non possiamo esserne consapevoli.
Quando Nico riceve una lettera dell’avvocato Espinoza da Buenos Aires, lettera che annuncia la morte  del medico Ibarra Medina, l’ultimo inquilino dell’appartamento al numero 16 di calle Eduardo Costa di cui è proprietario, è incerto sul da farsi. Affittarlo ancora, venderlo o lasciarlo marcire nell’abbandono?
Non c’è una ragione precisa, ma nessuna delle tre possibilità gli sembra quella giusta. Le esclude una per una e infine decide di tornare per qualche tempo a Buenos Aires, in quella casa dove, giornalista e scrittore, aveva trascorso diversi anni della sua vita.
Dopo la sua partenza, avvenuta come se fosse un fuggiasco, è la prima volta che rimette piede in Argentina da cui è rimasto lontano, riluttante ad affrontare il passato, ad accettare quello che aveva commesso, quell’atto di tradimento e di inganno nei confronti di Sidney, la donna sposata con Marty e madre di tre bambini, che per quattro anni era stata la sua appassionata amante.
Mentre l’Argentina dei militari piombava nel buio della sua storia, Nico e Sidney, come gran parte delle grandi famiglie borghesi di origine europea e statunitense, avevano intrecciato le loro vite cieche nascondendosi al riparo di un amore che, per i primi due anni, era stato l’orizzonte perfetto in cui si erano mossi.
Poi, era accaduto che, una mattina, Nico aveva scoperto di non amarla più. Era stato come uscire da un sogno e vedere la realtà. Una sofferenza lunga - i due secondi anni della loro relazione - fatta di sotterfugi, di cose dette e non dette.
Sidney aveva intuito qualcosa – Non ci rivedremo mai più, vero? - ma non il disinnamoramento di Nico. Quando, infine, lui le aveva detto che doveva lasciare il Paese - non aveva trovato  il coraggio di rivelarle la semplice verità - si era abbandonata  a un sentimento desolato riflesso nelle parole ” Oh God! Qué voy a hacer yo?”, ma aveva continuato a credere che ci sarebbe stato un futuro per loro. La menzogna era stata sostenuta da una fitta corrispondenza che Nico non aveva mai avuto la forza e la volontà di interrompere.
Poi Sidney era morta. Nico non aveva ricevuto che poche informazioni dagli amici di un tempo, Hernan e Malena, che non gli avevano perdonato la fuga improvvisa, il modo in cui aveva lasciato Buenos Aires e la fragile ostinata compagna.
Il ritorno nella casa di calle Edoardo Costa diventa un viaggio a ritroso nella vita, una irripetibile possibilità di ricostruire i mesi e gli anni che la donna ha vissuto senza di lui. I ricordi personali, che riaffiorano giorno dopo giorno, si legano a indizi, intuizioni, scoperte che gli permettono di ricomporre nel dolore e nel crescente  senso di colpa, i passi disperati di Sidney verso la tragedia.
Alberto Ongaro, Interno argentino.




permalink | inviato da nuvolediparole il 1/10/2010 alle 0:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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