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16 novembre 2005

I racconti dell'orrore di Edgar Allan Poe.

Leggere Edgar Allan Poe ai miei 24 ragazzini è quello che mi sono ripromessa in questi giorni, pensando che alcune pagine dello scrittore americano siano indicate anche per la loro giovanissima età.

Ho proposto la storia de Il gatto nero, un racconto breve, dal meccanismo perfetto, senz’altro uno dei più belli che abbia mai letto.

Il protagonista è un uomo che ha smarrito la sua vita  e, per sopravvivere all’infelicità che lo assale, comincia a bere.

Ma l’alcool è solo un’illusione.

Di giorno in giorno, egli diviene cupo, rabbioso, insensibile ai sentimenti degli altri.

Una sera, tornando a casa, ferisce gravemente a un occhio Plutone, il gatto nero che ama teneramente e la brutalità di quel gesto orribile gli si rivela  il mattino dopo.

Si sente in colpa  e non sopporta oltre la vista di quello che ha fatto, così, malignamente, il suo amore si trasforma in odio.
Per non dover sostenere oltre lo sguardo cieco e impaurito di Plutone, decide di farla finita: uccide il gatto impiccandolo al ramo di un albero.

Ma la sua disperazione non si placa e l’uomo precipita nel baratro della violenza e della follia.

Passo dopo passo, attraverso le sue stesse parole, conosciamo lo sviluppo della vicenda.

La nostra paura diventa inquietudine, l’inquietudine si fa angoscia, ma nessuno dei miei 24 ragazzini distoglie lo sguardo.

 




permalink | inviato da il 16/11/2005 alle 23:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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