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Freudiana [ 3]

Frammento.  Non c’è una traccia di storia che introduce il sogno.  Sono io a nove o dieci anni, trecce nere e viso imbronciato. Mi dissolvo, lo schermo diventa bianco. Poi, sullo sfondo compare il profilo del crinale di una montagna, che sale e che scende ripidamente. Sembra quasi un disegno a fumetti. L’immagine diventa più chiara, lo zoom la rivela come un susseguirsi ininterrotto di monti elevati e incisi sulla sommità da un sentiero ampio, ma non asfaltato. E su questo sentiero, corre all’impazzata una camionetta ( militare ? ), su e giù in un incessante e ripetitivo percorso. Alla sua guida un uomo che non conosco, accanto a lui un altro sconosciuto. Io sono dietro, felice di quella pazza velocità e del vento che mi aggredisce. Poi, qualcosa cambia, comincio a provare un senso di disagio, i due uomini non mi parlano, è come se io non esistessi. Vorrei richiamare la loro attenzione, vorrei fermare quella sfrenata corsa. Mi guardo intorno, ma tutto sfuma nell’azzurro indifferente del cielo, non c’è niente altro: questa montagna, la camionetta che sfreccia inarrestabile, i due uomini muti e io che ho sempre più paura.

Pubblicato il 19/7/2004 alle 11.27 nella rubrica Freudiana.

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