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Elephant di Gus Van Sant.

An ordinary  high schoolday. Except that it’s not

 

Portland, Oregon. In una mattina di autunno, gli adolescenti Alex ed Eric scatenano le loro frustrazioni e con folle lucidità fanno irruzione nella scuola sparando a raffica sui compagni e sugli insegnanti.

Sono carichi di armi automatiche ordinate sul sito GUN USA e consegnate a domicilio. Una storia tragica che si ripete e che già altre volte è stata raccontata dal cinema americano. Anche da Michael Moore  con Bowling a Colombine e da Jill Savit e Guy Ferland con Bang bang, sei morto.

Ma Elephant si distingue per la struttura narrativa. Non c’è trama, la vicenda si riduce all’essenziale, è quasi inesistente. Il regista conduce l’obiettivo della macchina da presa nel labirinto di aule, palestra, mensa e corridoi di questa immensa high school e, tra tutti gli studenti, sceglie di seguirne alcuni nella loro giornata di studio.

Conosciamo John, Elias, Michelle, Nathan e Carrie e pochi altri, scoprendoli lentamente attraverso l’uso prolungato delle immagini in piani sequenza.. Immagini mute o scarsamente dialogate che acuiscono l’aspettativa.

John ha un padre quasi sempre ubriaco, Elias è appassionato di fotografia, Michelle, timida e bruttina, vive ai margini del gruppo, Nathan e Carrie si piacciono. Gli adulti, Preside e Insegnanti rimangono sullo sfondo.

Solo ad Alex ed Eric, il regista dedica sequenze più complesse. Li colloca anche al di fuori della scuola, strappa, anche se in modo appena accennato, il velo sui difficili rapporti con i genitori e sulla loro rabbia che gradualmente, quasi sommessamente, prende forma.

Sulle note di Per Elisa, suonata al piano dallo stesso Alex, si prepara l’attacco omicida che deve riscattarli, mondarli dalle umiliazioni subite.

Ma Alex ed Eric non sono uguali, e, quando il compagno non serve più, Alex lo uccide freddamente con lo stesso fucile con il quale ha sterminato gli altri.

La fine non ha riscatto, la speranza muore nella cella frigorifera delle cucine dove Alex spara a Nathan e Carrie che vi si erano rifugiati.

 

 

Pubblicato il 13/9/2004 alle 0.30 nella rubrica Cinema.

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