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Notte strana.

                    

Notte strana, trascorsa tra il sonno e la veglia. Non inquieta, ma sospesa tra soventi risvegli.

Nel buio della stanza, le lancette dell’orologio s’affannano cieche, ora dopo ora.

Il breve sonno è popolato da mille frammenti di vita che si traducono in sogni fugaci.

Si affaccia furtiva un’immagine, si scompone e si ricompone obliquamente.

E’ un’anarchia di pensieri che scoppiano come fuochi d’artificio, colorati e assordanti.

Poco prima dell’alba, un dolore alla gamba, intenso e improvviso, arpiona  il tempo del sonno.  Squarcia la mente, poi si scioglie appena nella sua sofferenza.

La fisicità del dolore allontana il sogno indefinito nel labirinto della mente.

E lì, un’altra notte, lo ritroverò

 

Pubblicato il 12/11/2004 alle 18.57 nella rubrica Freudiana.

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