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Nebbia e pioggia.

                                 

Pomeriggio di fine Novembre con la nebbia spessa che avvolge la casa. E’ calata improvvisamente come un sipario bianco a nascondere le cose. Pochissime ombre si affrettano nella strada e i rumori si acquietano.

Un pomeriggio che trascorre pigro e solitario senza l’urgenza che spinge ad andare, a fare. Così le ore si dipanano lente, quasi indugiano e sembrano dilatarsi. Anche i gesti consueti, oggi, hanno un ritmo diverso, più leggero e piacevole.

Eppure al di là dei vetri della finestra, la giornata è carica di malinconia: la nebbia si è sciolta nella pioggia che ora cade insistente e silenziosa. Ma non importa, la mia tranquilla disposizione d’animo,veramente insolita, supera anche i crucci del tempo. Anzi, la nebbia e la pioggia assecondano questa voglia di perdermi nelle mie attività predilette.

Leggo, ascolto in po’ di musica, sgranocchio qualche dolcetto, mi lancio all’inseguimento di Alessandro Magno tra le pianure riarse dal sole e le montagne sconvolte dai ghiacci. La sua storia è affascinante, una vita breve che ha incantato il mondo.

Ma, senza volerlo, l’occhio sfiora il pacco di temi  appoggiato sul tavolino. Per un attimo sono colta dall’immancabile riflesso dell’insegnante responsabile e tamburina.. La mano corre subito alla penna rossa, rimane sospesa per qualche secondo e, infine, si ritrae.

Questo pomeriggio, che è sbucato fuori come un regalo inatteso, è tutto per me.

Torno con gioiosa decisione a gettarmi sulle orme del Macedone che è lì, a Siwa, al tempio di Ammone, a ricevere “ rivelazioni  segrete e ineffabili”.


 

Pubblicato il 29/11/2004 alle 21.53 nella rubrica Appunti.

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