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Margini.

Nel bosco, tra San Candido e Dobbiaco in Alta Pusteria, nasce la Drava. 
La
ripida sorgente si fa ruscello chiassoso, poi torrente e fiume; raggiunge il confine, attraversa la Carinzia, la Slovenia e la Croazia, gettandosi infine nel Danubio.

L’acqua cristallina, che sta scorrendo ai miei piedi, che raccolgo nelle mie mani a coppa, che bevo per dissetarmi, ha un destino lontano, il Mar Nero, che incontrerà dopo aver conosciuto paesi, popoli, lingue, religioni, culture antiche.

Un percorso che cerca somiglianze tra uomini divisi dalle vicende della storia. Spesso, nemici.

In questo legame di differenze sta il mistero di ogni fiume, e la Drava, che tra non molto scioglierà le sue acque in quelle del magnifico Danubio, sembra sussurrarlo incessantemente in questa splendida giornata di sole.

Non è possibile bagnarsi due volte nello stesso fiume, afferma Eraclito; l’identità individuale e di popolo è una conquista difficile e contrastata e, a volte, ai margini, si sfilaccia, lasciando filtrare qualcosa di diverso.

Allora s’insinua la paura, si lascia la strada per nascondersi, si fugge voltando le spalle…ma il fiume va avanti imperterrito, non arretra, affronta il presente e accoglie il suo futuro, portando con sé le tracce del passato.

 

Pubblicato il 4/8/2005 alle 17.9 nella rubrica Percorsi di pensiero.

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