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The Interpreter di Sydney Pollack

          

Silvia Broome ha un passato di dolore alle spalle.

Ora è interprete all’ONU, e, per caso, ascolta una conversazione, quasi un bisbiglio, in cui si minaccia l’uccisione del Presidente Zuwanie del Matobo quando, da lì a pochi giorni, parlerà all’Assemblea Generale.

Zuwanie è un feroce dittatore che ha tolto la libertà e la dignità al suo Paese dopo una breve stagione di speranza. Vuole tenere un discorso pieno di promesse ingannevoli con il quale conquistare ancora una volta il consenso del mondo.

Molti sono i suoi nemici, tanti gli esuli costretti a rifugiarsi lontano e tra di loro potrebbe veramente nascondersi l’attentatore.

Silvia Broome, figlia di un africano bianco e di un’inglese, ha vissuto a lungo nel Matobo e conosce personalmente la violenza di Zuwanie, sa che il dittatore nero e i suoi uomini sono sanguinari e corrotti.

Tuttavia, già da alcuni anni ha deciso di non perseguire la strada della vendetta, abbandonando il Paese, dopo l’assassinio dei suoi genitori e della sorella.

E’ convinta che solo il perdono dia ad ogni essere umano la possibilità di guardare avanti e di costruire il futuro:

Quando qualcuno viene ucciso, si fa una grande festa sul fiume e, poi, al sorgere dell’alba, l’assassino viene legato e lasciato in mezzo alla corrente. I familiari della vittima possono lasciarlo affogare o gettarsi nelle acque e salvarlo. Se lo lasciano morire ottengono giustizia, ma chiudono i propri cuori alla vita…

e così quando scopre che Zuwanie è in pericolo, non esita a rivelarlo ai Servizi di Sicurezza.

Ma la realtà delle cose è ancora più orribile e piena di sofferenza di quella che appare.

A poco a poco, la consapevolezza che Zuwanie è un uomo incapace di redenzione, la induce a un passo estremo che la porta sull’orlo del baratro.

Solo a stento riesce a ritrarsi dal compiere quel gesto di violenza che mai avrebbe potuto ricomporre il suo e il nostro mondo.

  

 

 

Pubblicato il 31/10/2005 alle 17.10 nella rubrica Cinema.

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