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Simon.

                           

L’uomo dalla faccia gialla è Simon, è il destino inconoscibile che ha trovato un piccolo pertugio nelle pieghe del tempo e si è manifestato nella terza fotografia istantanea della striscia di quattro: quattro foto per due sterline e 50.

Ma Simon non può saperlo, ha solo tredici anni e quando si è seduto nella cabina metallica con la luce vivida che brilla oltre le pareti di plastica voleva soltanto spendere gli ultimi soldi che la mamma gli aveva dato per quella sua breve vacanza a York in compagnia degli zii Peter e Anne.

Quel volto giallo, quella pelle che ricade intorno al collo e al mento come un sacchetto di carta raggrinzito, quegli occhi azzurri infossati, quella fronte grinzosa ricoperta da capelli grigi e flosci gli mettono i brividi, ma non hanno una spiegazione.

Forse, la macchina delle foto istantanee è rotta e gli ha restituito l’immagine della faccia di un altro.

Forse.

Ma perché la terza della striscia e non la prima?

Sul primo binario della vecchia stazione di York è in arrivo il treno che lo riporterà a Londra e lo zio Peter è già pronto con i bagagli. Non c’è tempo da perdere e, sebbene ora Simon sia inquieto perché in qualche modo sente che è in pericolo - che quella faccia gialla non è uno stupido errore – gli zii lo costringono a salire: i posti sono prenotati e la mamma li aspetta al loro arrivo.

Così Simon va tragicamente incontro al suo destino, proprio su quel treno, a quel se stesso che rompendo il percorso lineare del tempo gli si è presentato, senza svelarsi veramente, in una foto fatta per caso.

Anthony Horowitz, L'uomo dalla faccia gialla

Pubblicato il 12/11/2005 alle 13.42 nella rubrica Libri.

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